Revisione assegno di divorzio

Come procedere per ottenere la revisione dell’assegno di divorzio?

Qual è l’impatto dell’attuale stato di crisi sui divorziati?

In questi ultimi anni abbiamo assistito a un vero e proprio stravolgimento della nostra quotidianità, che ha creato non pochi problemi, soprattutto alle fasce più deboli della popolazione.
Prima, due anni di pandemia da Covid19, poi la guerra in Ucraina, con conseguente crisi delle risorse energetiche e aumento dell’inflazione, hanno messo a dura prova tutta la nostra società.

Per le persone che non possono fare affidamento su quella che ormai è rimasta l’ultima rete di sicurezza sociale, ovvero la famiglia, questa situazione di incertezza costituisce una reale minaccia alla loro sussistenza.
Ne sono un esempio molti divorziati, che con sempre più fatica riescono a rimediare le risorse per coprire l’assegno di mantenimento che spetta ai figli o all’ex coniuge.

Dalle proprie pagine web, Rossana Tavani, avvocato specializzato nella revisione assegno di divorzio a Bologna testimonia che “in questo periodo, i tribunali sono stati letteralmente sommersi da domande per la riduzione degli assegni di mantenimento da corrispondere ai figli o alla moglie“.
Insomma, le difficoltà in cui si trovano le persone non sono mere supposizioni ma un dato di fatto.

Quali sono i criteri per definire l’importo dell’assegno di mantenimento?

Una coppia che si separa e giunge al divorzio si porta dietro uno strascico di questioni che richiedono l’intervento di un giudice, per poter essere risolte nel migliore dei modi.
Di particolare attenzione hanno bisogno soprattutto quelle di natura finanziaria, affinché possa essere garantita la massima tutela ai soggetti più deboli.

Nella maggior parte dei casi si tratta di assicurare un adeguato mantenimento dei figli, ma può anche interessare uno dei due coniugi.
Sempre dalle pagine dell’avvocato Tavani leggiamo che “Secondo le linee guida del tribunale di Brindisi, l’assegno dovrebbe avere una funzione meramente perequativa, ovvero, essere corrisposto solo in caso di rilevante disparità economica“.

Al giudice spetta di trovare un salomonico equilibrio tra le risorse dei due coniugi.
Date queste prerogative, è ovvio che l’assegno di mantenimento può subire delle modifiche nel corso degli anni, in base alla reali condizioni patrimoniali delle persone interessate.

Come procedere quindi per ottenere la revisione dell’assegno di mantenimento?

Il principio basilare dell’assegno di mantenimento è la perequazione, vale a dire il tentativo di distribuire gli oneri tra i soggetti nella maniera più equa.

Pertanto, in caso di cambiamenti sostanziali della situazione finanziaria che ha portato al calcolo dell’assegno, per colui che è tenuto a versarlo è lecito ed opportuno richiederne la revisione.

Di contro, è sempre bene evitare di fare da sé, arrogandosi il diritto di decidere di interrompere i pagamenti perché si commetterebbe un vero e proprio reato: la violazione degli obblighi di assistenza familiare.
Per ottenere la revisione dell’assegno di mantenimento è indispensabile seguire un percorso istituzionale, passando attraverso il Tribunale.

Revisione dell’assegno di divorzio mediando fra le parti

E prima ancora, è necessario cercare di trovare un accordo con la controparte, dimostrando la validità delle proprie motivazioni per tale richiesta.
Il compito di un avvocato divorzista è fornire assistenza nella presentazione di un ricorso congiunto o nella sottoscrizione di una negoziazione tra le parti.
L’avvocato Tavani ci spiega che, quando si occupa di una revisione assegno di divorzio a Bologna, ciò che convince il giudice a ricalcolarne l’importo, è la dimostrazione di buona volontà, da parte del richiedente, nel cercare una soluzione condivisa.

Inoltre, è importante evidenziare che le difficoltà che hanno portato al ricorso non sono dovute a negligenza ma a cause di forza maggiore, ad esempio la perdita del lavoro.

Se l’assegno di mantenimento serve a coprire le spese per i figli, si può prendere in considerazione di compensare una minore entrata assegnando al genitore non collocatario un maggior numero di giorni in cui doversi occupare di loro in prima persona.

L’importante è perseguire la via del dialogo e l’aiuto di un avvocato divorzista è fondamentale per raggiungere un esito positivo.

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