Rane fritte in osteria a Bologna

Storia di cibi dimenticati: le rane

L’alimentazione dell’uomo è da sempre legata con forza alla sua storia. Nel corso del tempo, tanti cibi sono andati perduti e molte abitudini alimentari sono state soppiantate da altre.

Così, ciò che imbandiva i deschi del passato, con molta probabilità non lo ritroveremo su quelli di oggi. È ciò che è successo con le rane.

Fin dal Medioevo, esisteva la consuetudine di consumare le rane, soprattutto da parte delle classi sociali più basse.
Infatti, si trattava di un cibo povero ma facile da reperire, per il quale non occorreva il permesso dei signori per cacciarlo, come succedeva altresì per la selvaggina.

Grazie alle rane, le famiglie più indigenti si sono potute sfamare a lungo, tanto che il suo utilizzo in cucina è proseguito fino agli anni del Dopo-guerra.

Le rane erano piuttosto diffuse nelle zone ricche d’acqua, come la pianura padana, dove si concentravano le maggiori risaie, ma non solo.

Ovunque si trovassero degli acquitrini, le rane trovavano l’habitat a loro confacente per potersi riprodurre.

La raccolta delle rane

Sulle rane vi sono diverse credenze, come il fatto che potessero nascere dalla terra dopo un acquazzone, o che, attraverso il loro gracidare, lodassero il Signore.

Proprio per l’appunto credenze popolari, di scarso fondamento.
Ciò che invece aveva un fondamento concreto, era la regola di raccogliere le rane solo nei mesi che contengono la lettera R, cioè da Settembre ad Aprile.

Questo perché negli altri mesi, da Maggio ad Agosto, le rane sono impegnate a riprodursi.

Le proprietà nutrizionali delle rane

Come abbiamo detto poc’anzi, il consumo di rane ha permesso ai ceti meno abbienti di sfamarsi.

Infatti, coloro che non avevano accesso alla carne o al pesce potevano contare sulle proprietà nutrizionali di questo anfibio come valido sostituto, in quanto ricco di proteine e ferro.

Le carni delle rane sono tenere e molto digeribili, dal sapore delicato che ricorda un po’ il pollo, prive di grasso ma comunque gustose.
Le rane adatte all’alimentazione umana sono quella verde e quella comune

Rane e tradizione culinaria

Nel tempo, intorno alle rane si è formata una vera e propria tradizione culinaria.
Tutte le ricette puntano a valorizzarne le carni, esaltandone il sapore.

Le rane possono essere cucinate come se si trattasse di pollo oppure pesce, accompagnate da patate, funghi, aglio e cipolla.

Le parti più prelibate sono le cosce, ricche di carne tenera e magra, talmente gustose che anche gli altezzosi signori del passato non le disdegnavano per le proprie tavole.

Alcune preparazioni ne garantiscono il vero successo, come le rane fritte e il risotto con le rane, tipiche ricette bolognesi. Ma anche la piemontese frittata di rane e la romana zuppa di rane.

Ogni territorio ha inventato la propria ricetta per esaltare questo particolare ingrediente.

La sfida di riportare in tavola le rane

Nonostante le ottime preparazioni, col passare del tempo le rane sono state dimenticate.
Oggigiorno, sconosciute alla maggior parte delle persone, vengono proposte in ben pochi locali che tentano di recuperare una pagina della tradizione.

Per paradosso, da piatto povero si è trasformato in una esclusività, che i pochi estimatori devono ricercare con attenzione.

Ad esempio, tra i rari locali che si cimentano nella cucina di rane fritte a Bologna e provincia c’è l’Osteria Fiesso, nella campagna di Castenaso.
I proprietari di questo ristorante rane fritte a Bologna hanno voluto strappare all’oblio un piatto tipico, ingiustamente messo da parte.

Il recupero dei sapori genuini del nostro passato è un’operazione che contrasta con il dilagare dei cibi di massa e dei gusti omologati.
Insomma, è una sfida contro corrente che mira anche al recupero di un’identità territoriale.

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