vino rosso piceno marchigiano

Qual è il migliore vino rosso marchigiano?

Ogni regione italiana è famosa per i suoi prodotti enogastronomici, quando si parla di vino rosso, la scelta è davvero difficile, soprattutto, se si deve decretare il migliore in assoluto.

Se parliamo delle Marche e chiediamo a sommelier ed esperti del settore, si trovano tutti d’accordo nel dire che il Rosso Piceno merita il riconoscimento di miglior vino marchigiano.

Si tratta di un vino rosso che si abbina a piatti tipici della cucina regionale, maturo e armonico, ideale con la selvaggina, le carni e piatti al tartufo.

Inoltre, è in grado di dare risalto al sapore del pane rustico e del formaggio stagionato, quindi, ottimo anche per accompagnare un antipasto classico.

Scopriamo insieme tutte le caratteristiche di questo vino. Intanto, ti ricordiamo che puoi trovare il Rosso Piceno e altri vini rossi marchigiani su tastingmarche.com, e-commerce specializzato nella vendita di prodotti tipici della regione Marche.

Storia del Rosso Piceno

La storia del vino Rosso Piceno è molto antica e il suo nome ha origine dalla popolazione preromana dei Piceni. È una DOC prestigiosa, ma soltanto 13 comuni raggiungo la perfezione nella produzione.

La zona DOC è circoscritta nella provincia di Ascoli Piceno, in cui si producono vini rossi marchigiani di altissima qualità, tra cui Rosso Piceno Superiore.

Rosso Piceno DOC

Sia il Rosso Piceno che il Rosso Piceno Superiore vengono prodotti da due vitigni molto coltivati nella zona marchigiana: Sangiovese 30-50% e uvaggio Montepulciano intorno al 35-70%.

Il terreno non deve essere molto umido e bisogna che i vitigni abbia un’esposizione idonea, ad esempio, quelli che si trovano a fondovalle vengono scartati per produrre questo vino.

La differenza principale tra questi due vini è che data dal periodo di affinamento all’interno delle botti di legno. Entrambi i prodotti maturano in bottiglie chiuse prima di essere versati in un decanter o una caraffa tiepida.

Gli esperti suggeriscono di servirlo con un calice molto sottile e ampio, riempito con poco vino a una temperatura che va dai 18 ai 20 gradi, per gustare a pieno il sapore.

Affinché il Rosso Piceno mantenga le sue caratteristiche, l’uva destinata alla sua produzione deve essere coltivata in una zona precisa della Regione che include le province di Macerata, Fermo, Ascoli Piceno e Ancona.

Abbinamenti a tavola

Il Rosso Piceno è un vino rosso che prevede molteplici abbinamenti. Come detto inizialmente, è ottimo con la selvaggina e le carni, ma si sposa bene anche con minestre e bolliti, salse leggermente piccanti e salumi locali.

La tipologia Superiore è più adatta a piatti strutturati a base di finocchio forte e tartufo nero, ma è ideale anche con della selvaggina piccola cotta in umido.

Tre piatti a cui abbinare il Rosso Piceno Superiore

Il Rosso Piceno Superiore può essere abbinato ai maccheroncini di Campofilone, un piatto a base di ragù di carne e rigaglie di pollo. Il suo sapore equilibrato e robusto è in grado di esaltare gli aromi e, allo stesso tempo, grazie ai tannini, di dare una piacevole sensazione di pulizia della bocca.

Ottimo abbinamento anche con lo spezzatino di cinghiale, i suoi sentori e aromi di liquirizia e frutti rossa, controbilanciano piatti di cacciagione o secondi di carne.

Da provare con formaggi come il Pecorino dei Sibillini o il famoso formaggio di fossa di Sogliano al Rubicone e Talamello.

Il vino Rosso Piceno Superiore può anche essere gustato da solo, per comprenderne a pieno la sua complessità e le sfumature che evidenziano il profumo di frutti rossi e spezie e conferiscono al palato un gusto secco, intenso, caldo.

Non a caso, viene anche indicato come vino di “meditazione”, poiché è frequente che le persone lo scelgano per sorseggiarlo mentre si godono dei momenti di relax.

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