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La storia della pizza, un alimento molto popolare

La storia della pizza non è semplice e lineare, pur essendo un cibo molto popolare ormai in tutto il mondo

Insieme alla pastasciutta, la pizza è il piatto sicuramente più conosciuto in tutto il mondo, e uno dei più apprezzati della cucina italiana.

La storia di questa pietanza però non è così semplice da ricostruire; si può affermare tranquillamente che la paternità della pizza non è cosa certa e acclarata, nonostante la grande notorietà che è riuscita ad ottenere nel tempo.

In questo articolo saranno illustrate le origini dell’alimento, così come è possibile ricostruirle, cercando di comprendere di più sulla tradizione della pizza italiana.

In sé, l’idea dietro alla pizza è molto semplice: un disco fatto di pasta, che viene ottenuta con la farina, l’acqua e del lievito; sopra questo disco, possono essere posti prima della cottura e dopo la cottura, diversi ingredienti.

Vista in questa maniera, la storia della pizza può essere fatta risalire al 3000 avanti Cristo, in Sardegna, testimoniata da alcuni ritrovamenti, che dimostrano che l’uso del lievito era già conosciuto.

Anche nell’antica Grecia, erano preparati dei dischi di pane. L’uso del lievito era cosa conosciuta anche presso gli antichi Egizi. Gli antichi romani, più di altri popoli, ottenevano dischi da farine tratte da cereali vari.

La pizza Mastunicola

Tutto ciò che abbiamo trattato fin qui, tra i vari dischi di pasta preparati nel passato, non sono esattamente la pizza che conosciamo.

Questa, come origine, si colloca negli anni tra Cinquecento e Seicento, nel regno di Napoli. La pizza originale si chiamava Mastunicola: tra i condimenti erano previsti lardo, formaggio di pecora, basilico, pepe, e lardo. Un’altra ricetta del Regno di Napoli prevedeva la pizza alla cecinelli.

Questa ulteriore pizza ante litteram prevedeva il condimento con i bianchetti (chiamati in dialetto cecinelli), che sono dei piccoli pesciolini.

A questo punto della storia della pizza, ancora non veniva utilizzato il pomodoro, in seguito ingrediente principe della pietanza.

Il pomodoro ha una sua storia particolare: non è originario della nostra Penisola. Bisogna quindi attendere la metà del Settecento circa, per vedere le nozze tra pomodoro e pizza. In quel periodo storico i pizzaioli di Napoli iniziarono a farne uso, finalmente.

E in breve tempo, questo cibo iniziò ad avere sempre più successo, arrivando fino ai reali.

Non solo i regnanti a Napoli, i Borboni, ma conquistò anche i Savoia.  Infine, arriva l’ultimo capitolo della storia della pizza.

La pizza Margherita

Fu Raffaele Esposito l’inventore della pizza moderna: la pizza Margherita. Il titolare dello storico locale napoletano “pizzeria di Pietro” dedicò nel 1889 una pizza alla regina Margherita di Savoia, e ciò diede il nome di questa oggi celeberrima pizza.

Una preparazione molto semplice, che voleva rappresentare con la sua ricetta il tricolore italiano appena nato: basilico per il colore verde, mozzarella per il colore bianco e infine pomodoro per il colore rosso.

Pur essendo un vero successo, la pizza non varcò in quel tempo i confini del regno di Napoli.

Il fenomeno della pizza, nonostante il grande successo, restò circoscritto al Regno di Napoli. Per varcare i confini di questo regno, si dovette attendere la nascita dei primi locali appunto chiamati pizzerie, nei primi anni del Novecento.

Le prime pizzerie nel Nord d’Italia aprirono verso la fine della II guerra mondiale. Con le emigrazioni del dopoguerra, la pizza cominciò ad essere conosciuta all’estero.

Con le catene di fast-food, la pizza divenne di portata internazionale a pieno titolo.

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