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Champagne, un vino per occasioni speciali

Lo champagne vanta una lunga storia e tradizione e da sempre si rivela il protagonista delle occasioni speciali. Oggi viene prodotto attraverso tecnologie all’avanguardia che rispettano precisi disciplinari per assicurare un prodotto di elevata qualità contraddistinto da tante piccole e brillanti bollicine.

Champagne: la storia

L’origine dello champagne non è pacifica ma molti concordano nel ritenere che l’inventore sia un monaco benedettino Dom Pérignon. Questo vino, prodotto nell’omonima regione, era molto noto sin dai tempi del medioevo.

Allora veniva prodotto principalmente all’interno delle abbazie e usato come vino per celebrare la messa. Con il passare del tempo i regnanti francesi iniziarono ad apprezzare lo champagne, soprattutto per la sua leggerezza, tanto da offrirlo come omaggio speciale. Il più delle volte si trattava di vini fermi rossi e privi di spuma.

Alla fine del XV secolo un giovane abate dal nome Pierre Pérignon giunse nel territorio di Épernay per svolgere il lavoro di tesoriere e al contempo si occupò di rimettere in sesto le vigne dell’abbazia.

Inizialmente il frate si concentrò sulla produzione del vino, selezionado le uve migliori di pinot nero. Successivamente iniziò ad individuare i terreni più adatti per coltivazione e affinò le tecniche del taglio, prediligendo spremiture dolci in modo da ottenere un mosto dal colore chiaro. Queste sono tutte tecniche che ancora oggi vengono messe in atto per produrre lo champagne.

Champagne: i metodi di produzione

Porta il nome di champenoise, noto anche come classico, il metodo che viene usato per la produzione dello champagne, oltre che dei vini spumanti. Questo sistema prevede due distinte fasi di fermentazioni del vino.

Nello specifico la prima si verifica all’interno dei recipienti di legno, acciaio o cemento. La seconda fermentazione avviene nelle bottiglie, attraverso l’aggiunta di una speciale miscela, che sarà anche la responsabile delle caratteristiche bollicine.

Durante la prima fermentazione del metodo classico vengono impiegate uve, sia nece che bianche, vendemmiate in anticipo rispetto ai normali tempi. Tutto questo per evitare che il vino risulti eccessivamente tannico.

Il risultato finale sarà uno champagne limpido, le cui caratteristiche minerali e acide sono esaltate al meglio, in modo da accarezzare anche i palati più esigenti. In genere le uve che vengono maggiormente usate sono Chardonnay, Pinot nero e Meunier. A volte sono presenti in purezza, ma non mancano casi in cui vengono assemblate fra loro in diverse percentuali.

Champagne: i più costosi

Lo Champagne si forgia della dicitura AOC, ovvero “Appellation d’origine contrôlée“, molto simile alla nostra “Denominazione di Origine Controllata” (DOC). La sigla AOC è stata ideata non solo a tutela del marchio, ma anche per fissare i vari criteri produttivi, alcuni dei quali molto rigorosi, come la raccolta manuale delle uve.

wTra i champagne costosi troviamo Armand de Brignac Brut Gold, Drappier Carte d’Or, Dom Pérignon Rosé Gold e le collezioni Krug sono soltanto per citarne alcuni.

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