Arredamento Chalet Sergio Rocca

Consigli per arredare una casa di montagna

Realizza la tua casa dei sogni, con uno stile unico e moderno.

Arredare una casa di montagna crediamo sia una vera forma d’arte.

Il mondo dell’Interior Design delle case di montagna è uno spazio dove gli architetti italiani, da sempre, si confrontano al fine di fa emergere le loro doti creative e culturali.
Parliamo di cultura perché l’architettura alpina nelle valli di montagna italiane è particolarmente differenziata, e quindi l’approccio del progettista verso una grande casa o un appartamento di montagna, obbliga a confrontarsi non solo con il territorio che circonda l’unità abitativa, ma principalmente con le tradizioni delle popolazioni che abitano il luogo in questione.
Interni di case in legno moderni che da qualche anno sono emersi su tutte le riviste di arredamento, hanno aperto ampi dibattiti sulle rivisitazioni estetiche di stili centenari, che, a parere di tanti addetti, stanno stravolgendo l’aspetto delle case di montagna degli anni duemila.

Vedere decine di case di montagna arredate in modo assolutamente disparato, ci pone con fare critico nei confronti di un mondo professionale che sembra aver smarrito una parte dell’anima che da decenni contraddistingue la qualità culturale dell’offerta professionale italiana.

Realizzare la casa dei propri sogni, per un cliente dovrebbe essere una scommessa che presuppone la scelta di un designer o architetto a cui affidare lo studio del progetto.
A volte, guardando i risultati estetici proposti, ci si chiede come abbia fatto un progettista a convincere il proprio cliente ad approvare certe cose. Ma analizzando appieno questo dibattito, forse ci si dovrebbe interrogare anche su come sono cambiati i clienti attuali delle case di montagna più prestigiose. E quanto incide questo cambiamento sul mondo dell’interior design di montagna e sull’architettura alpina dei giorni nostri.

 

Il parere dell’esperto: parliamo con l’architetto e interiori designer Sergio Rocca

Discutiamo di questo argomento con Sergio Rocca di “37100” storico marchio di architettura con base a Verona che propone case Made In Italy ai suoi clienti con contratti “chiavi in mano”.
La clientela delle case di montagna in questi ultimi 15 anni è profondamente cambiata. Dagli anni settanta, fino al 2008/2010, il mercato delle seconde case di vacanza era quasi interamente occupato dalla media borghesia italiana. L’investimento immobiliare era anche ad appannaggio di famiglie italiane con redditi bassi che attraverso un prestito bancario potevano accedere all’acquisto di appartamenti anche in zone di montagna prestigiose. Il cliente base era quindi italiano. Ora tutto è cambiato. Solo una fascia di reddito molto alta può permettersi l’acquisto di case di montagna di un certo calibro, e da almeno 15 anni, sono i clienti stranieri privati o sotto forma di società, a rappresentare la percentuale maggiore.”

Per conformarsi a questo epocale cambiamento di scenario 37100 ha fatto una scelta imprenditoriale decidendo di presentare un modello di architettura alpina esperienziale.
“37100” nel panorama dell’architettura di montagna ha scelto di differenziarsi per l’anima etica e passionale che lo stesso designer e direttore del Brand ha deciso di imprimere personalmente.
Nato da genitori prevenienti dalle montagne trentine e lombarde, scalatore estremo, e designer per professione, ha fuso nel marchio di architettura tutta una serie di passioni e capacità imprenditoriali.

“37100 è nato principalmente per salvaguardare l’artigianato di eccellenza italiano. Fare case non è così difficile, ma fare case come vogliamo noi, presuppone un impegno che va al di là della realizzazione in sé di una casa.
Noi progettiamo e realizziamo case cercando di dare loro un’anima!

Perché questo accada, serve creare un rapporto tra committente e 37100 che deve partire da una scelta di cultura. La definisco così, in quanto prima di discutere veramente del lavoro in questione, io cerco di coinvolgere il cliente in un viaggio esperienziale tra le montagne. Lo porto a conoscere chi con il proprio lavoro difende le tradizioni delle valli e il futuro delle famiglie che vivono nelle “terre alte”.
In questo modo, presento ai clienti anche gli artigiani che, se accetteranno la loro commessa, realizzeranno la loro casa. La scelta di cultura di cui parlo è anche una scelta di fiducia. Chiedo loro di affidarmi un progetto non solo giudicandomi dal lavoro che realizzeremo, ma anche dalla passione e dall’etica che vogliamo condividere con loro.
Ma i sogni del cliente spesso prendono forma nell’interno della casa che hanno idealizzato, e quindi, appena prendo in mano un progetto, io cerco di partire subito a disegnare dalle piante per comprendere quale casa iniziare a progettare.
I punti su cui si basa l’interno di una casa sono in realtà pochi.
1) La distribuzione degli spazi immediatamente delineata.
2) Le scelte di pavimentazione e rivestimenti della zona giorno che è il cuore della casa. In questo caso l’inserimento di un camino per una casa di montagna determina l’intera distribuzione degli arredi di quella zona, che oggi in tanti casi è rivisitata in un Open-space.
3) La scelta estetica dello stile di arredamento che si vuole presentare.

Per quanto riguarda la mia visione di architettura di montagna, se mi viene permesso dai clienti, io cerco di presentare come prima opzione una casa che lega le tradizioni al design moderno. Per fare questo, propongo sempre ai clienti di acquisire dei mobili antichi che, se distribuiti con attenzione, all’interno di un arredamento, impreziosiscono qualsiasi proposta di interior design moderno per le case di montagna. Accompagnare i clienti alla ricerca di questi mobili antichi prestigiosi tra masi e fienili di montagna, portandoli a conoscere i ricercatori che da anni li trovano per gente come me, è per loro sempre un’esperienza da ricordare.

Relativamente agli spazi della zona giorno che, ripeto, è per me anche il biglietto da visita del designer, io tendo a lasciare pareti molto libere, quasi vuote, dove il legno antico di rivestimento è già un impreziosimento importante. Abbinamenti di foto in bianco e nero, quadri e stampe antiche di montagna, anche in pochi pezzi, possono donare alla casa un tocco di eleganza particolarmente ricercata.

E’ proprio nella fusione del moderno e dell’antico che riesco a esprimere la mia massima espressione della parola eleganza. Persino nel proporre uno stile sobrio, quasi monacale, dove l’involucro interno della casa viene considerato la vera opera d’arte della casa, come progettista, trovo grande soddisfazione. Anche in questo ultimo caso, l’inserimento dei pezzi antichi rappresenta il tocco finale per completare un’architettura alpina di particolare fascino. Di solito, la cucina, in case come questa è distaccata e quindi attrezzabile anche in maniera molto moderna a funzionale.
Il completamento delle case di montagna si definisce poi nella zona notte e ultimamente anche nell’inserimento di zone wellness che ospitano saune, bagni turchi, piscine riscaldate. In tutti questi ambienti si può lavorare anche con stili diversi da quello proposto nella zona giorno, e proprio in queste aree io tendo a lasciare maggiore spazio di interpretazione al cliente che in tutto questo percorso viene da me accompagnato. Parlo del mestiere quindi di accompagnatore collegato a quello di progettista, perché sarebbe un grave errore pensare di trasformare una casa secondo i propri desideri”.

Nel completare questo articolo, ci piace pensare che nelle parole di Sergio Rocca si celi il vero futuro della salvaguardia dell’architettura alpina, che solo uomini di passione e grandi doti progettuali, culturali e artigianali potranno preservare dalle derive del design business.

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