ghost follower instagram

Ghost follower: cosa sono e perché bisogna fare pulizia

Sentiamo spesso parlare di follower fantasma (ghost follower) ma non ci rendiamo conto del reale impatto che possono avere sul nostro profilo; in questo articolo proverò a spiegare perché tanti colleghi sono affezionati all’argomento “pulizia follower” e ti darò dimostrazione del perché questi fantasmini siano in grado di minare il successo di un profilo Instagram.

Partiamo dalle basi: cosa sono i ghost follower?

La definizione ci porta a dire che sono i nostri seguaci inattivi; per farti capire meglio, quelli che “ingrandiscono” il tuo numero di follower ma che non hanno mai messo un like ad un tuo post (e di fatto non guardano neppure le tue stories).

Ti sei mai chiesto perché profili con oltre 10 mila follower ricevono lo stesso numero di interazioni di un profilo che ne può vantare al massimo mille?

Oltre 10 mila spettatori e poi solamente 100/200 like. Leggermente sotto la media, non pensi?

Le risposte si possono riassumere in queste soluzioni:

  • il profilo in questione in passato ha fatto uso di bot;
  • il profilo incriminato non ha mai fatto una pulizia di ghost follower;
  • un perfetto mix di queste due soluzioni;
  • non utilizzano più Instagram;
  • non utilizzano più quel profilo;
  • ci hanno silenziati (funzione che ti permette di disattivare storie e post di un profilo);
  • non sono mai stati interessati ai nostri contenuti.

Prima di continuare, forse hai bisogno di capire cosa sono i bot. Sono software che permettono di ottenere like, commenti e follower in maniera automatizzata.

Chi fa uso di bot oltre ad andare contro il regolamento di Instagram, adotta un comportamento poco etico verso il suo pubblico.

Il problema dei bot non rientra in questa casistica che stiamo esaminando e per questo motivo ci soffermeremo unicamente sui fantasmini di Instagram.

Prima di analizzare un caso reale, capiamo il perché questi follower non interagiscono con i nostri post (qualunque tipo di post, anche il più bello ed emozionante della storia); perché allora hanno cominciato a seguirci? Mistero della fede!

Arrivati a questo punto del racconto potresti chiederti: “Ok ma ammettiamo che tu abbia ragione e che questi ghost follower esistano, come è possibile che un profilo di 10 mila follower prenda 200 like? Almeno 5 mila follower saranno pur reali e attivi, no?”

La risposta è sì… Ma a questo punto si introduce il nostro caro e vecchio algoritmo di Instagram.

Come si comporta il post di fronte a questo muro? Lo spiego a tutti i miei studenti social media marketing di Asti; in questo caso ho deciso di lasciarti un mio piccolo caso studio (dati reali eh!).

Caso Studio sui ghost follower

Il nostro caso studio prevede l’analisi di un tipico post (una foto per essere più chiari) condiviso da un profilo di circa 10 mila follower.
Il post è stato articolato decisamente bene: una bella foto “instagrammabile”, una caption scritta con cura e composta sia di gancio (frase iniziale che incolla gli utenti al post) e sia di call to action non banale.

Il post fin da subito riceve uno scarso riscontro dal pubblico.

Viene mostrato a circa 500 profili, ottenendo poco più di 40 like. Dopo circa 48 ore dalla condivisione del post, i risultati sono i seguenti: poco più di 800 di copertura.

Non vorrei fare troppi giri di parole e quindi arrivo subito al punto.

L’algoritmo di Instagram funziona”a scaglioni” (mi piace definirlo così): ti mostra ad una piccola percentuale dei tuoi follower e valuta il loro gradimento; solamente se nota un riscontro positivo procede a mostrare il post ad altri utenti.

Cosa è successo in questo caso? Dopo un primo scaglione, Instagram ha ricevuto un risultato misero (poco più di 40 like) e ha deciso di chiudere i rubinetti… Ha mostrato pian piano la foto a pochi altri follower ricevendo il medesimo riscontro.

Soluzione: nel primo scaglione, gran parte dei profili al quale Instagram ha mostrato la foto erano follower inattivi (o comunque profili poco interessati). I ghost follower hanno portato al fallimento del post.

Share on facebook
Facebook
Share on whatsapp
WhatsApp
Share on twitter
Twitter
Share on linkedin
LinkedIn

Articoli Correlati

Torna su